Giovanardi ti porto con me (in libreria)

Oggi sono andata in un negozio dell’usato con l’intento di trovare dei pantaloni che serviranno per fare uno scherzo ad una mia amica.
Dopo essermi innamorata di un paio di terribili jeans giallo canarino perfetti per il travestimento di laurea che ho in mente, mi sono messa a rovistare tra gli scaffali dove erano riposti oggetti che non vedevo da minimo dieci anni (tra cui un flauto dolce tutto mangiucchiato che non comprerei nemmeno al mio peggior nemico) e nel mentre ho origliato i discorsi della commessa e intuito che c’era, al piano di sotto, un’intera sezione dedicata ai libri usati.

Nemmeno il tempo di ascoltare la fine delle frase che mi ero già volatilizzata alla ricerca di quel magico luogo.
Già, perché io adoro i cliché e quando sento le parole “libri usati” ritorno inevitabilmente quindicenne.
Gli occhi sono puntati su ogni singolo tomo, ogni singola copertina nella speranza che non mi possa sfuggire nulla. Li apro tutti, o quasi, tutti i migliori di certo e mi leggo la prima pagina alla ricerca dell’illuminazione divina, per trovare il perché di una domanda che nemmeno mi sono posta.
Illuminazione che in genere non arriva mai, come non arriva mai nemmeno la persona che vorrebbe prendere in mano lo stesso libro che hai tu e quindi vi sorridete, un caffè, il matrimonio…i soliti cliché.

E infatti ecco, al posto della mia dolce metà è arrivata una coppietta di trentenni che mi hanno lasciata con l’amaro in bocca.

Lei si era messa a sfogliare un libro a caso mentre lui, tanto scorbutico quanto brutto continuava a ripetere “se ho bisogno del fuoco per un barbecue posso venire qua!”.
Ovviamente non ho detto nulla, mi sono rifugiata dietro a “Buoni Cattivi” di Enzo Biagi e ho spiato la faccia di lei.
Nutrivo tutte le mie speranze in quella biondina, perché Mr. Coglione ok, era appurato fosse un coglione ma in lei ci volevo credere. La guardavo e speravo con tutto il cuore che nella sua faccia apparisse un minimo segnale di imbarazzo, un’espressione cruciata, un gigante sospiro rivolto a me in modo da farmi capire che “sì, è un idiota ma ha altre qualità”.
Sono la solita ottimista, perché infatti la bionda si è girata, l’ha guardato e gli ha dato un tenero bacio quasi a scusarsi per essersi un attimo fermata a sfogliare quell’inutile combustibile per salsicce.

Mentre tornavo a casa ci ho pensato parecchio, mi ci sono frullata la testa su quelle scene.
Non voglio fare l’intellettuale di turno che trova vergognosamente ignorante chi non legge libri, anche perché più che intellettuale risulterei ipocrita visto che negli ultimi anni ho letto poco se non nulla.

Quello che mi ha dato fastidio, veramente fastidio, super-iper-mega-tantissimo fastidio è la mancanza in questa nostra società di una logica sensata nell’accettare gli esseri umani. Come persone, come coppie, come qualsiasi cosa.

Se siete un uomo e una donna, con un lavoro e vi siete sposati verso i trentanni potete essere ORGOGLIOSI di voi stessi, siete REALIZZATI, questo Paese VI AMA.
Riflettete la perfezione nello specchio di questa nostra meravigliosa società.
Potete andare in giro a dire le peggio puttanate, ubriacarvi alle sagre e se vi trovate in una libreria potete ostentare al mondo la vostra ignoranza senza un briciolo di vergogna, mano nella mano, baciandovi in pubblico per coronare la degradante scena.
Nessuno si chiederà mai se sarete bravi genitori, anzi, forse qualcuno sì ma comunque nessuno vi toglierà il diritto di procreare: uno, due, tre figli. Quanti volete.
È impensabile immaginare che qualcuno si domanderà se riuscirete ad aiutare i vostri pargoli con i compiti per casa, se sarete in grado di rispondere a tutti i loro fastidiosissimi “perché” in modo adeguato.

Non importa se sarete o meno all’altezza, potrete plasmare la futura generazione con i vostri insegnamenti, ne avete il diritto.

Sarò esagerata ma il bacio tra quei due mi ha fatto schifo. Quel bacio è stato “come pisciare per strada”, tanto per citare Giovanardi quando parla degli omosessuali.
Però a differenza sua e dei suoi sostenitori io sono un po’ più tollerante, vivo e lascio vivere e auguro tanti bei bebè a quella coppia fortunata, una coppia che non riceverà mai nessuna discriminazione perché sono un Lui e una Lei.

I loro baci non si negano, piacciono a tutti: un incastro d’amore perfetto che nel vuoto mentale fa pur sempre la sua bella figura.

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Informazioni su novantennedel90

1990
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4 risposte a Giovanardi ti porto con me (in libreria)

  1. breisen ha detto:

    L’ha ribloggato su Amolanoia.

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  2. mariabalderi ha detto:

    Sono un Lui e una Lei, possono essere i due stronzi più stronzi del pianeta, ma agli occhi della società, comporranno la “famiglia perfetta”. O almeno, per una parte sempre più esigua della società… (cerco di essere ottimista). Capisco al cento per cento il tuo fastidio. Purtroppo siamo costretti a deglutire questa “palla di schifo”, fino a che non vedremo realizzarsi appieno i nostri diritti.

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