Perchè serve una legge sull’eutanasia e tutte le balle dei prolife

Nel 1998 la signora Moroni era immobilizzata da nove anni a letto a causa di una malattia: era incosciente e le sue condizioni sempre più gravi le prospettavano una bassa possibilità di sopravvivenza.
In una giornata di giugno, mentre si trovava nel reparto di rianimazione dell’ospedale dove era in cura, suo marito fece irruzione con una Beretta, poi rivelatasi scarica, e minacciando il personale lo fece uscire dalla stanza.
Rimasero lui, lei e una pistola.
L’uomo stacco i tubi del ventilatore che permetteva alla donna di respirare artificialmente e poi chiamò un operatore per confermare l’avvenuto decesso.
A quel punto infilò l’anello nuziale al dito della moglie, abbracciò il corpo senza vita e si lasciò arrestare.
Condannato a 6 anni per omicidio premeditato: un uomo che amava sua moglie, giudicato come un criminale.
Sono passati 17 anni da quel momento: Ezio Forzatti è stato scagionato dalla Corte d’Appello perché “non si può dire sufficientemente provato, oltre ogni ragionevole dubbio, il nesso di causalità tra la condotta di Forzatti e l’evento morte della moglie Moroni.”
Il fatto però, che lo stato vitale della donna fosse stato confermato appena un’ora prima dell’evento, fà facilmente intendere che la giuria abbia disapplicato la norma penale troppo rigida che non rendeva giustizia a quello che era evidentemente un caso di omicidio pietoso.
Forzatti è libero ma, come tanti altri in questo Paese ha dovuto in solitudine e nell’illegalità trovare un modo per risolvere la grave mancanza legislativa che riguarda il tema del fine vita.
“Fate bene e fate in fretta” chiede Walter Piludu, malato di SLA dal 2011 e intervistato da Le Iene nel febbraio del 2015.

L’associazione Luca Coscioni da tempo si batte affinché la sua legge di iniziativa popolare che riguarda il rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia possa essere discussa in parlamento ma per ora deve ancora essere presa in considerazione nonostante siano state raccolte quasi 100.000 firme e nonostante i dati Eurispes del 2015 dicano che il 55,2% degli italiani sia favorevole all’eutanasia.

Contro questa legge troviamo invece i provita, fermamente convinti che questa pratica sia paragonabile all’Aktion T4 dei nazisti che prevedeva la soppressione di persone affette da malattie genetiche inguaribili o da più o meno gravi malformazioni fisiche. Un accostamento che mette i brividi e che fa anche un po’ arrabbiare: lo scrivono nei loro blog, lo dicono in televisione ma mai una volta li si è visti rivolgersi in questo modo davanti ai tanti malati terminali che chiedono solo di morire nel modo che loro stessi ritengono più dignitoso.
Le associazioni provita affermano che la legalizzazione dell’eutanasia diventerà un modo semplice per i figli di liberarsi dei proprio vecchi genitori e riscuoterne l’eredità. Inoltre temono che persone affette da depressione momentanea o da malattie guaribili possano richiedere la “dolce morte” e che i medici preferiscano di gran lunga accontentarli al posto di curare le loro patologie.

Preoccupazioni che non possono essere prese in considerazione se si va invece a leggere per intero la proposta di legge per la legalizzazione dell’eutanasia. Tra i vari punti possiamo infatti leggere: “la richiesta sia motivata dal fatto che il paziente è affetto da una malattia produttiva di gravi sofferenze, inguaribile o con prognosi infausta inferiore a diciotto mesi”.

Serve una legge e serve subito perché senza di questa sono più di 1000 all’anno le persone che si suicidano a causa di malattie incurabili nei più svariati modi: per esempio gettandosi nel vuoto dal quinto piano dell’ospedale come fece Monicelli.
Serve una legge e serve subito perché purtroppo non per tutte le malattie esiste una cura e se un antidolorifico può alleviare il dolore fisico nulla può fare per il dolore mentale delle persone che ritengono che la loro vita si sia trasformata solo in un testardo e insensato accanimento per mantenere attive le funzioni biologiche.
La scienza ormai, se non riesce a curare, può comunque in molti casi “tenere in vita”: sta alla sensibilità di ognuno di noi decidere se accettare o meno quello che per alcuni è un privilegio e per altri una condanna.
A questo serve il testamento biologico e a questo serve la proposta di eutanasia legale che si può leggere e firmare nel sito 
www.eutanasialegale.it.

Io amo la vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita – è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio … è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio estremo ma sono italiano e qui non c’è pietà.”
Piergiorgio Welby

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1990
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5 risposte a Perchè serve una legge sull’eutanasia e tutte le balle dei prolife

  1. gypsyrose90 ha detto:

    L’anno scorso ho avuto la possibilità di stare quasi due mesi in tirocinio al servizio di assistenza domiciliare.. Ho visto tante persone affette da SLA, Ho conosciuto persone che avevano scoperto da pochi mesi di essere affetti da questa patologia e già non camminavano più e facevano fatica a parlare; ho conosciuto persone che iniziavano a far fatica a comunicare tramite il movimento oculare. Ho conosciuto mogli, figli, badanti.
    “mi hanno detto che se non mi decido a fare la tracheo, posso morire soffocato perchè perderò la capacità di respirare da solo, ma io l’anno scorso andavo a correre”.
    Un altro disse all’infermiera “io sono felice di avere una famiglia vicino, ma se potessi ancora muovermi, l’unica cosa che farei, sarebbe buttarmi da quella finestra”.

    Spero che si decidano a fare qualcosa. Che poi pensano che legalizzando l’eutanasia, tutte le persone si butteranno verso il suicidio di massa? devono essere liberi di scegliere.

    Evito di esprimere il mio parere su prolife.

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    • novantennedel90 ha detto:

      a me fa incazzare perché non fanno niente per pigrizia, i prolife sono 4gatti e non avranno mai la maggioranza. Ci metterebbero pochissimo a discutere la legge di iniziativa popolare o a copiarla dagli altri Paesi. E’ solo che non hanno voglia di fare un cazzo…lo stesso per il matrimonio e adozione gay.
      finché c’era un divario di qualche anno con il resto d’Europa si potevano giustificare. Ora che siamo indietro di 10-15-20 anni non hanno mezza scusa. Infami.

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      • gypsyrose90 ha detto:

        ma tu pensa che durante una lezione di etica, la prof ci ha raccontato che alcuni farmacisti si lamentavano del non poter decidere di vendere la pillola del giorno dopo, insomma volevano obiettare anche loro. Alla faccia della scienza. Odio chi dice “io sono obiettore, la pillola del giorno dopo non la prescrivo” che senso ha? non è abortiva e c’è scritto su ogni foglietto illustrativo.

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      • novantennedel90 ha detto:

        ci sono medici che ti dicono che finirai all’inferno e ti parlano di Dio se vai là a chiedere di abortire. True story, Italia 2010 mi pare. Per fortuna non ho mai avuto l’onore di confrontarmi con certi personaggi ma ne ho sempre sentito parlare da amici. -.-“

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